Černobyl’ – 30 anni dopo | Le foto 1/3

In molti, ancora oggi, si sono detti ramaricati dal fatto di non essere riusciti, per svariate ragioni, ad avere il mio libro fotografico su Černobyl’. Mi sembrava giusto, ad un anno dall’esaurimento dei volumi, pubblicare le foto che nel libro sono contenute.

Ma non solo: il 26 aprile, giorno che resterà per sempre nella memoria collettiva del mondo,  sarà attivo un link sulla Homepage per il download gratuito del volume. Mi piacerebbe che chi decidesse di scaricare il libro con la mano destra, con la sinistra si adoperasse per fare una piccola donazione all’ASTRO o all’AGMEN, anche simbolica, anche di un solo euro appena. Una donazione che significherebbe sostegno, continuo, a due associazioni che si adoperano senza sosta nell’aiuto dei Bambini in difficoltà e delle loro famiglie; un modo, se volete vederla da questa prospettiva, per onorare la memoria di quanti hanno sacrificato tutto, fin anche il loro bene più prezioso, per la salvaguardia dell’intera umanità.

Grazie in anticipo.

 

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PD

18 pensieri riguardo “Černobyl’ – 30 anni dopo | Le foto 1/3

  1. Ho visto la serie di Sky pochi mesi fa, perché io, nata proprio nell’anno del disastro, non avevo mai approfondito ciò che era successo. Mi ha lasciato davvero sconvolta conoscere i dettagli della vicenda. Queste foto seguono quella linea di devastazione e orrore che permane intatta dopo anni, come se la morte si fosse cristallizzata in ogni cosa di quel luogo.

    Grazie per aver condiviso!

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  2. Le foto riescono ad esprimere il contrasto tra la bellezza e il tragico, tra il tentativo della vita di superare una profonda devastazione e la consapevolezza di una cicatrice che resterà indelebile sul cuore. Sono davvero molto belle e grazie per il tuo impegno Daniele 🙂

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  3. Mi ricordo che quel giorno ero a scuola di pomeriggio,io e la mia collega rimanemmo a fare ricreazione in cortile.Non si sapeva ancora nulla.Quando la notizia arrivò in Italia furono cancellate tutte le gite scolastiche,fu vietato mangiare frutta e verdura,si consigliava di mangiare carne macellata prima del disastro(i prosciuttifici fecero affari),le scarpe le lasciavamo fuori dalla porta ecc.
    Ho conosciuto la moglie di un marito che era andato a fare il sarcofago di cemento,la ditta era del Friuli.Dopo un mese morì di cancro come tanti altri.
    I numeri dei morti non li avremo mai a causa degli effetti a lungo termine dell’esposizione alle radiazioni.Ancora oggi le persone continuano ad ammalarsi.

    In Italia furono attivati programmi per ospitare bambini ucraini, russi e bielorussi che permisero loro di vivere, almeno per alcune settimane all’anno, in un ambiente non contaminato, dove il loro organismo, normalmente esposto alle radiazioni, potesse disintossicarsi. Anche molte famiglie friulane li ospitarono.

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